NO PROBLEM

 

Perché dovrebbe essere un problema? Provocatoriamente s’intende, con senso critico, partendo dall’innato individualismo del genere umano e mirando allo spirito contraddittorio di osserva. Non c’è alcun problema: il livello delle acque è destinato ad alzarsi, il mare arriverà a lambirci le caviglie e a modificare la nostra vita; sarà la rivincita del pianeta e noi dovremo adeguarci, tenendo finalmente, e forzatamente, presente l’ambiente in cui viviamo. Oggi ci allarmiamo perchè gli oceani minacciano la terra ferma, ma la nostra preoccupazione, in realtà, riguarda soprattutto il cambiamento delle nostre (insane) abitudini. Per raccontare questo non-problema soprattutto il cambiamento delle nostre (insane) abitudini. Pe raccontare queto non-problema una serie di immagini proiettate, animate e non, tridimensionali e non, per un viaggio, non un veicolo, verso il vostro pensare.

 

No problem su Però Torino

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Liberamente tratto e riscritto da
Benvenuta la catastrofe

testo originale di Dario Fo

Il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terrestre non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima categoria. Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento col classico approccio: “Ha notato? Non c’è proprio più stagione… un momento si scoppia dal caldo…all’istante c’è tempesta, grandine e perfino neve…”.
I più scantonano, ma se l’interlocutore abbocca è spacciato. Gli tengo un’oratoria sugli effetti dell’inquinamento da stordirlo. Ci provo anche in posta con l’uomo davanti a me e perfino in autobus, sia con passeggeri sia con il controllore. Qualcuno, pur di salvarsi dall’aggancio, scende qualche fermata prima!
Quello che ho però realizzato col tempo è che non ne posso più delle notizie catastrofiche e degli scenari raccapriccianti. Proviamo per un attimo a pensare, provocatoriamente a cosa sarebbe se… Basta con le notizie nefaste, è tempo di cambiare clima e copione. Mettetevi seduti comodi e rilassati, distendete tutti i vostri muscoli, soprattutto quelli del viso, esibite un’espressione serena, versatevi un bicchiere di vino – fresco mi raccomando! – e sorseggiate felici, sollevate il calice poiché vi sto per annunciare una notizia veramente straordinaria e finalmente positiva. Basta con questa sindrome della catastrofe imminente! Basta con gli annunci calamitosi! Basta con gli apocalittici film-documentari che accusano l’intera umanità, guidata da responsabili irresponsabili e da imprenditori e uomini d’affari interessati solo al profitto! E ne abbiamo anche abbastanza delle diatribe furibonde fra i numerosi scienziati che preannunciano disastri imminenti e i colpevoli di questo funereo clima che immancabilmente rispondono: “E che ci possiamo fare noi? Blocchiamo l’estrazione di petrolio, carbon fossile e mandiamo allo scatafascio le industrie d’auto, camion, trattori, bulldozer, motorini, motorette? Fermiamo il riscaldamento e raffreddamento termico di milioni di case, uffici, ospedali? E non dimenticate – aggiungono i confindustriali – che il maggior numero di impianti per la produzione di energia elettrica funziona ancora grazie a propellenti fossili. Volete fermare il mondo e la sua vita?”. E allora come diceva Woody Allen: “Fermiamolo ‘sto mondo e scendiamo. No, anzi, scendete voi catastrofisti! Avremo finalmente un peso morto e petulante in meno”. No, tranquilli, non ci sarà nessuna imminente fine per l’umanità, anzi potremo assistere a una rinascita favolosa del pianeta e a un radioso futuro per uomini, donne, animali, alberi e fiori. Questa è la meravigliosa notizia che vi porto! Il pianeta non soccomberà né oggi né domani, non ci sarà la catastrofe, al contrario sta per realizzarsi il grande ribaltone, un cambio di rotta straordinario che pochi illuminati avevano previsto e calcolato. Di che si tratta? Attenti! A questa notizia alcuni grideranno al disastro immane, altri, gli eletti, applaudiranno entusiasti al miracolo, opera di un dio generoso che vuole la nostra salvezza. D’altra parte Einstein ci aveva più volte avvertiti: “L’universo è colmo di sorprese festose e crudeli”, e aggiungeva: “Non dimentichiamo, che senza le grandi catastrofi l’uomo oggi non esisterebbe; noi siamo figli di una catena spaventosa di tragedie immani”.
Ma insomma, di che si tratta? Qual è questa catastrofe che ci salverà?! E’ semplice, l’Adattamento, la selezione naturale. Si scioglieranno i ghiacciai, le città sprofonderanno, bene! Gli uomini impareranno un modo diverso di vivere. Tutti fermi, con le nostre macchine bloccate, le caldaie vuote, i generatori di corrente muti e la poca elettricità rimasta inutilizzabile perché pericolosa. Qualcuno di voi sorride. Sì… , detta così sembra una sciocchezza. Vedo qualcuno impallidire…Ma la gran parte di voi insiste nel definire questa nefasta avvisata una goliardata?. Vi ricordate la grande rivoluzione che esplose in seguito all’apparire del computer? Le macchine da scrivere diventarono all’istante apparecchi obsoleti da buttare, milioni di oggetti batti-parole che ci avevano accompagnato per una vita, all’improvviso gettati nella più puzzolente delle discariche. Lo stesso capiterà con le auto. Una strage di ferraglia premuta e impacchettata! Un bel mattino, magari a Torino o in una qualunque città dell’Europa intera, ci alzeremo dal letto schiacciando il pulsante della luce e ci renderemo conto che nessuna lampadina si accende. Andremo alla finestra per far salire le tapparelle elettriche ma anche quelle non si muoveranno, ci affacceremo alle finestre e troveremo una romantica, scintillante, placida distesa d’acqua.
Ci precipiteremo fuori di casa, con gli stivaloni o la barchetta e troveremo il bar nel quale abbiamo sempre consumato il nostro santo cappuccino con brioche, pieno, stracolmo di clienti che chiedono il caffè: “Un caffè macchiato freddo! Come si può iniziare una giornata senza caffè!”-“Ma che t’importa di ‘sta giornata! Tanto non puoi neanche andare a lavorare, la tua macchina è sommersa e la tua fabbrica è chiusa.-Si! ma io vado a pescare in piazza, mi ha detto l’Aurelio che li si trovan bei pesci!